Busiate verdi ai tenerumi 

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La mia passione per i tenerumi è cosa nota. Ne ho già parlato qui (Orecchiette tenerumi e cozze).

In questa ricetta mi sono spinta un pò più in là, utilizzando le  foglie di zucchina lunga per una preparazione insolita. L’idea di partenza era di utilizzarli per colorare di verde una pasta fresca. Non un formato qualsiasi, ma “Il” formato per eccellenza: le busiate, tipica pasta trapanese ricavata attorcigliando un maccheroncino di pasta fresca attorno al “buso” cioè al ferro utilizzato per lavorare a maglia.

Quand’ero piccola ricordo mia nonna e le sue vicine intente a preparare per pomeriggi interi questi riccioli di pasta, che si sposano a meraviglia con tutti i tipi di condimento.

Come tutti i piatti che vengono dalla tradizione, qualunque rivisitazione è vista quasi come un atto sacrilego, quindi quando ho descritto a mio marito la volontà di usare i pochi tenerumi che erano stati raccolti dal giardino di famiglia per impastarci le busiate poco c’è mancato che mi facesse internare.

Ma la mia cocciutaggine non ha eguali, così nel breve tempo del pisolino pomeridiano della bimba, mi sono messa all’opera per realizzare questo azzardo.

In questa ricetta ho usato la farina di Tumminia bio, un grano duro siciliano molito a pietra dalla spiga altissima. Qualcosa di tradizionale dovevo pur lasciarlo, no?

L’accoppiamento perfetto per questa pasta è un sugo di pesce a base di vongole o cozze o il classico ammogghiu (Pasta cu l’agghia (pasta con l’aglio)), rivisitato in base al vostro gusto.

 

Ingredienti

  • 350 gr di farina bio di Tumminia
  • 70 gr di tenerumi già cotti e ben strizzati (equivalente a circa un mazzo di tenerumi crudi)
  • 1 tuorlo
  • acqua q.b.

 

Come prima cosa puliamo i tenerumi, utilizzando solo le foglie più tenere, e laviamoli bene sotto l’acqua corrente. Scottiamoli quindi in acqua bollente per 5/10 minuti.

Mettiamoli a scolare per eliminare i residui di acqua di cottura fino a quando non si saranno raffreddati. Strizziamo bene e tritiamo grossolanamente le foglie, quindi frulliamoli per un minuto.

In una spianatoia di legno disponiamo la farina a fontana e aggiungiamo il tuorlo e i tenerumi al centro, iniziando a impastare per incorporare gli ingredienti.

Aggiungiamo l’acqua a filo, continuando ad impastare energicamente per qualche minuto. Come sempre la quantità di acqua necessaria dipenderà delle condizioni climatiche e dall’umidità presente al momento della preparazione, quindi è fondamentale aggiungere l’acqua poco alla volta, al fine di evitare che l’impasto diventi troppo appiccicoso e poco gestibile.

Formiamo una palla liscia ed omogenea e lasciamo riposare sotto un canovaccio umido per circa mezz’ora.

A questo punto, stacchiamo una piccola porzione di pasta (delle dimensioni di un uovo) e lavoriamolo con le mani su un piano ben infarinato fino ad ottenere un maccherone lungo dal diametro di circa mezzo centimetro. Avvolgiamo il maccherone, precedentemente infarinato, in un ferro da maglia o in uno stuzzicadenti, per creare i nostri riccioli di pasta e, una volta fatti, sfliamoli dal “buso” delicatamente in modo da non rovinare il riccciolo appena creato.

Disponiamo la busiata così ottenuta su un piano ben infarinato e procediamo come sopra fino a esaurire la pasta a nostra disposizione.

Le busiate così ottenute sono pronte per essere cucinate in abbondante acqua salata per 5/7 minuti.


 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Paola Vagliasindi ha detto:

    Wow magamasa!!

    Piace a 1 persona

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